Scatolette laccate di papiè-machè, le origini e la storia

Scatolette laccate di papiè-machè, le origini e la storia

Queste piccole miniature dipinte a mano, hanno una tradizione antichissima e multi secolare trovando origine dalla pittura russa delle Icone. I motivi ricorrenti riguardano sempre temi come leggende, favole, battaglie, scene di caccia, fiori e paesaggi tratti dai miti russi.

Nella Regione di Ivanovo, che si estende per più di 300 Kilometri a nord-est di Mosca, vi sono due piccole citt , Vladimir e Suzdal nel cui territorio sono compresi i villaggi di Palekh, Mstera e Kolui. Il quarto villaggio, Fedoskino è nei pressi, ma nella Regione di Mosca. Da più di tre secoli in questi villaggi venivano dipinte per tradizione le Sacre immagini, le Icone, destinate non solo a Chiese e a Monasteri, ma anche ai Palazzi degli Zar. Da questa antica tradizione nacque e si sviluppò quella delle miniature dipinte su lacca delle scatolette in carta pesta. In questi quattro villaggi in laboratori artigianali si lavorava secondo quanto stabiliva la tradizione, si usavano quasi sempre colori a tempera, anche se non veniva disdegnata la pittura ad olio. Il colore luminoso e la brillantezza si ottenevano unendo con maestria i colori madreperlacei e le dorature effettuate con foglia d'oro.

Dopo il 1917, con la rivoluzione bolscevica di ottobre, fu vietata qualsiasi produzione e commercio di figure sacre così che anche le locali scuole d' arte pittorica dovettero chiudere, anzi fu persino vietato di applicare l' antica arte pittorica delle Icone a qualsiasi soggetto anche non religioso : si voleva in questo modo annullare, anche per il futuro, la capacit di esprimere opere o sentimenti religiosi. Il talento di valenti artisti, se pure pittori di un' arte minore, andò così disperso.

Negli anni '50, con la fine dello stalinismo, sia a Palekh che a Fedoskino, si ricostituirono gruppi di pittori, di solito figli o nipoti dei vecchi artisti di Icone, i quali trovarono un 'escamotage' per poter riprendere la tradizione pittorica senza che la nuova attivit avesse a che fare con l' antica iconografia religiosa. Proposero di tornare alla centenaria arte di confezionare scatolette di papiè-machè (carta pesta), laccarle a nero secondo l' antica arte persiana e cinese e dipingervi sul dorso figure miniaturizzate di vario soggetto purchè, naturalmente, non religioso. Poichè le direttive del Partito, in fatto di stile di pittura, non si accordavano nè con le tecniche tradizionali di queste scuole, nè con la rappresentazione di storie o leggende russe, si cercò un mercato alternativo dipingendo soggetti politici, quali Membri del partito o allegorie di vittorie del proletariato, ma con scarso successo.

Solamente con la 'perestroika' dopo il 1990 e lo scioglimento nel 1991 del partito comunista, le cose cambiarono: la Russia si aprì al commercio e al turismo, la richiesta del mercato riprese e le vecchie scuole di pittura furono riaperte e valorizzate, sempre mantenendo ciascuna il suo peculiare metodo di pittura.