Scatolette laccate di papiè machè, la tecnica realizzativa

Scatolette laccate di papiè machè, la tecnica realizzativa

Il materiale di base di queste piccole scatole è la cartapesta che viene pressata nella forma dopo essere stata spalmata con la colla, bagnata con olio vegetale e conseguentemente asciugata; questo materiale, ottenuto con il sistema descritto, non si può nè rompere nè deformare restando completamente inalterato anche nei secoli.

L'esecuzione di queste miniature può durare anche molti mesi. Sottili strisce di cartoncini ordinari, spesso di recupero, vengono tagliate ed impastate con colla a base di farina. L'impasto viene disposto sopra forme di metallo che hanno la forma e le misure della scatoletta che si vuole produrre. Raggiunto lo spessore voluto, si mettono le forme sotto pressa per 15 giorni a temperatura ambiente e successivamente per 24 ore in un bagno di olio di lino, quindi vengono riscaldate in forno a 120° per ulteriori quattro giorni. Il processo finito da un materiale più duro del legno.

Il semilavorato ottenuto viene sabbiato e viene applicato un "primer" di tre mani di soluzione contenente cenere e argilla di fiume, asciugata in forno e lisciata su tutte le facce. Vengono quindi applicate altre tre o quattro mani di differenti lacche, composte da cenere e olio da lacca, ogni mano intervallata da 24 ore di asciugatura. Alla fine, sulla superficie esterna vengono date ancora 3 mani di lacca liquida, mentre all' interno viene applicata un'unica passata di lacca, cinabro e carminio per ottenere un tinta rossa. La scatoletta grezza è pronta per essere dipinta, è però necessario rendere opache le zone da dipingere, la laccatura è troppo liscia per applicare le tinte. Per far questo viene utilizzata una pezzuola intinta in polvere di pomice ripassata sulla superficie da tingere con estrema attenzione.

Su un piccolo foglietto di carta viene disegnato a matita, in scala 1:1, il soggetto che si vuole dipingere. Il retro del foglietto viene spalmato di gesso e pressato sulla scatola, quindi con un ago di legno, detto "zirowka", vengono ricalcati i contorni delle figure in modo che restino impressi sul gesso togliendo l' eccesso con una penna d' oca. Nelle zone dove verranno applicati colori chiari viene stesa una soluzione di calce perchè il nero della lacca tende ad assorbire i colori, mentre il fondo nero viene lasciato nelle altre zone.

Per dipingere le superfici ogni artista crea i propri colori decidendo se usare la tempera o l'olio. Per l'utilizzo della tempera, la tradizione vuole che venga usata un'emulsione di rosso d'uovo acqua ed aceto che viene diluita fino a raggiungere la densit voluta. Per ottenere le dosi giuste dei componenti del colore, la preparazione classica della tempera era la seguente : si prende un uovo di gallina, si fa un buco nella parte tonda del guscio facendo uscire il bianco ; con un dito si pulisce bene l' interno, si palleggia il tuorlo da una mano all' altra per eliminare ogni traccia di albume, lo si rimette nel guscio che viene riempito totalmente di aceto e si rimescola con una spatola. Questa ricetta è però valida solo per l' inverno, perchè queste dosi non andrebbero bene in estate quando nell' uovo vi è una maggior quantit di sostanze grasse, per cui bisognerebbe aumentare la dose di aceto. Successivamente, su un piatto di ceramica, usato come tavolozza, si mescolano pigmenti colorati con il tuorlo dell' uovo per ottenere le giuste gradazioni.

I colori vengono applicati in sei-sette fasi : prima i fondali, poi le figure e poi i dettagli, e dopo ancora i particolari più fini. I pennelli sono di coda di scoiattolo e per i tratti più sottili si usano pennelli di un solo pelo di lupo. Spesso vengono usate lenti di ingrandimento. Dopo che la parte dipinta è finita ed asciutta, vengono sovrapposte per protezione ancora tre-quattro mani di lacca, terminando alla fine con una vernice lucida. La produzione di Icone seguiva questa usanza : per buona parte dell' anno il pittore di Icone faceva il contadino ma ritornava pittore in inverno quando l' uovo, fornendogli la tempera ideale, gli diceva che era arrivato il momento di tornare a dipingere Icone.

La tecnica di pittura utilizzata è caratteristica di ogni singolo villaggio dove vengono realizzate le scatolette. I pezzi sono sempre firmati e sempre contrassegnati con il luogo di provenienza.