I samovar, le origini e la storia

I samovar, le origini e la storia

II samovar, il cui prototipo venne realizzato nel 1778 a Tula dal maestro Nazar Lisicyn, negli anni cominciò a distinguersi dall'altro vasellame: sempre più evidente diventava l'originalità della sua struttura e alcuni suoi dettagli, come il rubinetto, i manici, il coperchio, avevano anche un effetto decorativo. Non era usato soltanto in casa,ma veniva portato anche in viaggio. Nacquero cosi i diversi tipi di samovar russi.

La struttura del samovar e piuttosto complessa, ma cio che lo distingue è la presenza di un braciere che garantisce la temperatura sufficiente alla bollitura dell'acqua. In quelli moderni esso è sostituito da una spirale elettrica, ma nei tempi antichi aveva la forma di un tubo pieno di carbone, fissato al centro del serbatoio, mentre in basso si trovava il raccoglitore della cenere. II samovar ha poi un rubinetto ed è chiuso da un coperchio sormontato dal fornello su cui viene posata la teiera con il te concentrato.

Col passare del tempo il suo modello ha subito molti mutamenti: nel XVIII secolo riprendeva la forma tradizionale dei recipienti russi in rame ed era decorato in stile Barocco o Rococo; alla fine del secolo si sentì l'influenza del classicismo con le fattezze di vaso, di urna antica, di uovo, con ghirlande di fiori, foglie e maschere in rilievo. All'inizio del XIX secolo compaiono i samovar da viaggio simili a botticelle con piedi staccabili. Ogni fabbrica cercava di inventare qualcosa di originale, di qui la grande varieta di forme durante la prima metà del secolo scorso. Molto interessanti i samovar in stile neogreco.

Nel 1840-50 diventano di moda metalli che imitano l'argento. Nella seconda metà del secolo i samovar si realizzano in materiali vari, che ne caratterizzano anche il colore: argento, rame, ottone, una particolare lega di rame e zinco dalle sfumature rossastre. Alla fine del secolo compare il samovar a cherosene. In quel periodo il centro più importante della produzione divenne Tula: la vicinanza a Mosca, la presenza dei ricchi giacimenti minerari, l'alta qualificazione degli artigiani che da sempre lavoravano il metallo fecero si che la città degli armaioli divenisse la capitale del samovar.

II samovar piu grande vi venne costruito nel 1922 per farne dono al presidente dell'Urss Kalinin: aveva una capienza di 250 litri e impiegava 40 minuti per bollire ma, grazie all'uso di un particolare metallo, manteneva il calore per due giorni. II piu piccolo samovar prodotto in questa fabbrica pesa 125 grammi e arriva ad ebollizione in soli 3 minuti con la fiamma di un fiammifero.